Tradizioni
e Villaggi Rurali

A trasformare il volto dell’altopiano silano prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale, la grande opera di disboscamento (legata al pagamento dei debiti contratti in guerra) seguita dalla massiccia opera di rimboschimento dei territori silani.

Le pinete silane di Pino Laricio, oggi, sono l’emblema dell’intero Parco, maestosi boschi verdi, decorati da ampissimi corridoi di felci, costituiscono elementi del paesaggio unici e caratterizzanti. Intorno alle pinete, ai bordi dei laghi, sorgono in Sila intorno agli anni ’40, a seguito dell’opera di rimboschimento, i primi villaggi rurali, simbolo di una tradizione antica che ancora oggi, si riflette emblematicamente nell’enogastronomia e nelle produzioni del territorio.

Sull’Altopiano Silano, in attuazione della Riforma Agraria e con l’intervento diretto dell’O.V.S.(Opera Valorizzazione Sila), con le famose leggi “Sila” dell’anno 1950, furono costituiti insediamenti abitativi, con oltre 600 case rurali, realizzati in aree strategiche, oggi considerati un autentico ‘Giacimento Storico-Culturale’, un bene collettivo comunitario da salvaguardare. Un patrimonio oggi, promosso e valorizzato, grazie anche alle tante Guide Ufficiali del Parco Nazionale della Sila, che rendono fruibili le risorse del territorio, valorizzandole e promuovendole in un’ottica di consumi intelligenti e benessere sostenibile.